Una tesi di Laurea che, chissà, potrebbe anche diventare un piccolo libro.

 

 

Rivisitato insieme ai due co-autori, una psicoterapeuta e uno psicologo specializzando in psicoterapia. Due amici, con i quali ho condiviso il viaggio della tesi e che oggi, a distanza di quasi dieci anni, stanno collaborando con il sottoscritto alla stesura di un testo dedicato al mondo delle “perversioni sessuali”.

Già, le ha chiamate così il pensiero scientifico: perversioni. Oggi ci siamo raffinati e parliamo di “disturbi parafilici”, differenziandoli dalle inclinazioni parafiliche non problematiche. Molti articoli sono stati scritti e svariate interpretazioni sono state avanzate sul tema, ma pochissime sono le testimonianze narrative di chi spende il suo tempo alla ricerca di tali esperienze.

La nostra tesi di Laurea ha avuto come oggetto il cuckolding, scenario sessuale in cui una coppia gioca con un terzo uomo, il quale si intrattiene sessualmente con la lei della diade. E abbiamo fatto interviste online, chiedendo agli interessati di raccontare la loro personale esperienza.

So cosa stanno pensando, alcuni di voi. No, non abbiamo “provato” in prima persona. Il trio c’è, ed è affiatato, ma solo in senso scientifico-amicale… quella che sembra una sciocca battuta, in realtà prelude a uno dei punti essenziali delle nostre conclusioni.

Ebbene, circa 50 persone hanno risposto all’appello, narrandosi insieme a noi in un’intervista semi-strutturata.

Tale fenomeno NON è diventato una nuova categoria psichiatrica, dopo il nostro viaggio di ricerca culminato in tre lodevoli Lauree Magistrali. Non era questo il nostro obiettivo, e forse non era nemmeno il destino di una “passione” ancora tutta da disvelare.

Rispolverando l’aforisma di Proust e, senza che nessuno si offenda, modificandolo in base alla nostra esperienza, potremmo dire che “l’unico vero viaggio verso la scoperta consiste nella ricerca di nuovi paesaggi e nell’avere nuovi occhi”. Una congiunzione che è relazione: quella che abbiamo cercato di stabilire con gli intervistati, quella che li lega a questa curiosa possibilità affettivo-sessuale. Ma anche quella che ci porta a immaginare un pubblico, di là dalla siepe dei nostri discorsi.

Concedeteci un piccolo spoiler, in attesa di mostrarvi qualcosa di più compiuto…

  • NON abbiamo fatto una classica analisi psicologica della “pratica sessuale”, ma ci siamo interessati a variabili solitamente poco considerate nel mondo della ricerca scientifica
  • Ci siamo quindi immersi in un MONDO, quello del web for sexual purposes, a nostro avviso di grande interesse psicologico e socio-culturale; un mondo immenso con il quale dobbiamo, e in fretta, imparare a COMUNICARE
  • Siamo riemersi da questo mondo senza nuove etichette, ma con varie suggestioni per FUTURE RICERCHE – non necessariamente sul tema da noi trattato, ma motivate dalla stessa sete di intendere e di “sapere”.

 

Vedrà mai la luce, questo testo?

Noi ce lo auguriamo…

…Work in progress!